Korbinian-Aigner-Gymnasium Erding

Sprachliches, naturwissenschaftlich-technologisches

und musisches Gymnasium

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Interview mit unserer italienischen Fremdsprachenassistentin Valentina Ruggiero

Intervista a Valentina Ruggiero, assistente di lingua italiana

Michaela: Buongiorno Signorina Ruggiero, visto che Lei è già da tre settimane nella nostra scuola, ora è tempo di conoscerla meglio. Allora, da dove viene? E come mai si trova qui ad Erding?

Valentina: Buongiorno a Lei, o magari ci diamo del tu? Chiamami pure Valentina, nel “Lei” non mi sono mai sentita a mio agio. Dicevo, ti ringrazio per l’invito. Dunque, vengo da Lecce, una piccola città situata nel Sud dell’Italia, proprio in fondo al “tacco dello stivale”, ma vivo da dieci anni a Perugia, in Umbria. Dopo la scuola ho deciso di trasferirmi a Perugia per frequentare l’Università, ed alla fine ci sono rimasta. Qualche anno fa mi sono laureata e poi ho fatto domanda per un progetto europeo che si chiama “Comenius”. Si tratta di un progetto di assistentato linguistico nelle scuole europee. Dopo vari tentativi solo quest’anno sono riuscita a prendere parte al progetto e tra le scuole disponibili c’era proprio il Gymnasium II di Erding. La Baviera era ancora per me una regione sconosciuta della Germania, così mi sono detta “perché no?”

M.: Mi pare di capire che non fai l’insegnante di professione. Dunque cosa fai nella vita? O meglio che esperienze lavorative hai avuto fino ad ora?

V.: Esatto, in realtà sono laureata in Lingue e Letterature straniere, in Italia non faccio l’insegnante a tempo pieno. Da quando mi sono laureata e già ai tempi dell’Università ho fatto un sacco di lavori diversi per mantenermi agli studi prima e nella speranza di trovare una soluzione lavorativa più stabile poi. Ma parlare di stabilità in Italia oggi è molto difficile. Così ho lavorato prima alla Deutsche Akademie di Perugia come “tutto fare” (dalle traduzioni alla segreteria, fino all’organizzazione di eventi), poi da due anni lavoro d’estate in Norvegia come guida turistica, ma l’elenco sarebbe ancora lungo… Ed ora eccomi qui!

M.: Come è nato il tuo interesse per la Germania e per la lingua tedesca?

V.: La passione per la lingua tedesca è iniziata tra i banchi di scuola. Ho studiato solo tre anni il tedesco alle superiori, ma la mia insegnante era talmente brava che è riuscita a farmi appassionare alla materia. Da lì in poi il mio interesse è cresciuto sempre di più, ho continuato a studiare letteratura tedesca all’Università e poi sono stata a Berlino, una città che mi ha colpita molto e ancora oggi resta tra le mie preferite, ma anche Monaco è ormai entrata nel mio cuore.

M.: Quali città della Germania ha visto fino ad ora?

V.: La prima esperienza in Germania è stata a Potsdam nel 2001 come studente Erasmus, città splendida e, a differenza di quello che si dice del nord della Germania, molto accogliente. Nel 2006 sono tornata per tre mesi a Berlino per scrivere la mia tesi di laurea, in quell’occasione ho potuto girare un po’ per il nord da Lipsia fino all’Ostsee.

M.: Come si trova qui? Le piace la Baviera?

V.: Per quel che ho visto si, molto. In realtà è da poco che sono qui e conosco solo Erding, Freising e Monaco. Ma in sei mesi avrò tempo per approfondire le mie conoscenze. In ogni caso son rimasta colpita fin da subito dalla gentilezza e dalla disponibilità delle persone. Mai come questa volta mi sono sentita accolta con tanto calore, fin dal primo giorno. Fin da quando la vostra professoressa di italiano, Cathrin Pfeilschifter si è alzata alle sei del mattino per venirmi a prendere alla stazione, preparare la colazione insieme alla professoressa Siewert e per organizzare una splendida accoglienza. Serata di benvenuto compresa, che fortunatamente è coincisa con la festa di compleanno del professor Lehner, alla quale ho potuto conoscere fin da subito i miei colleghi. Non vi dico anche lì quanto entusiasmo e quanta ospitalità…Diciamo che è stato “amore a prima vista” con tutti loro. E non avevo ancora idea di quanto sarebbe stata calorosa anche l’accoglienza sul posto di lavoro! Dal primo momento in cui sono entrata a scuola tutti mi hanno fatta sentire a mio agio, non solo il gruppo degli insegnanti di italiano, con cui è iniziata un’amicizia incredibile oltre che una collaborazione che mi sta aiutando a crescere, ma anche con diverse altre persone con cui ho instaurato dei rapporti molto forti. Insomma la Baviera si è rivelata da subito molto ospitale, non so se si è trattata di semplice fortuna o se è l’atmosfera che si respira in questa regione. Ve lo dirò nella prossima intervista….

M.: Che ruolo hai esattamente nella nostra scuola?

V.: Il mio compito qui dovrebbe essere quello di supportare gli insegnati nell’insegnamento della lingua italiana, di aiutare gli studenti, ma non solo, credo sia importante dare un contributo dal punto di vista culturale. Spero che la mia presenza ed il mio lavoro qui possano servire ad incuriosire ancora di più gli studenti e magari a farli appassionare alla lingua e alle “culture” italiane, proprio come è successo a me con il tedesco.

M.: Visto che conosci sia il sistema scolastico della Germania sia quello dell’Italia, quale è il punto di vista che scaturisce dal paragone tra i due?

V.: Credo che in Germania si dia molto più valore all’educazione, mentre in Italia non si fanno che tagliare i fondi dedicati alla formazione. Si tratta di un’operazione molto pericolosa, perché è proprio a scuola che si formano le coscienze di domani. Gli insegnanti in Italia sono malpagati, il più delle volte assunti con contratto a tempo determinato e spesso non hanno la possibilità di poter insegnare in modo appropriato la propria materia perché mancano del tutto i laboratori, le aule e di recente si parla perfino di impossibilità di comprare il materiale di cancelleria. Insomma, al momento la situazione è davvero drammatica, la qualità dell’insegnamento si abbassa, ma le istituzioni non si preoccupano di ascoltare le proteste della gente. Tante sono state le manifestazioni contro l’attuale riforma della scuola, più di tre milioni di persone sono scese in piazza a Roma, ma sembra che il governo non se ne sia accorto. In Germania la scuola è spesso al centro dell’attenzione, e si tende a volerla migliorare sempre di più. Insomma, basta guardare la vostra scuola per capire la differenza: laboratori, aule computer, cose che io non ho mai visto in Italia, ahimè!

M.:  Potresti immaginarti un futuro come insegnante di scuola qui in Germania?

V.: Si, credo proprio di si, è da poco che ho iniziato questa esperienza ma già mi sta piacendo moltissimo. Ho notato che tutti voi studenti di italiano siete motivati e interessati, credo anche grazie al lavoro dei vostri insegnanti, che, oltre ad essere incredibilmente bravi nella materia, si preoccupano di organizzare programmi di scambio e viaggi d’istruzione, ed è solo la passione che li anima. È veramente bello vederli al lavoro. Questo mi dà una spinta in più, mi far venir voglia di entrare a far parte di questo mondo, “il magico mondo degli insegnanti”.

M.: Spero che il tuo futuro sia come lo desideri e ti auguro un felice soggiorno qui a Erding. In bocca al lupo. Grazie.

V.: Grazie a te. Arrivederci

M.: Arrivederci

 

* Intervista a cura di Michela Boyen, classe K 13.

Ce l’abbiamo fatta, tanti, forse troppi mesi dopo, a pubblicare questa intervista nel sito della scuola. Tante cose sono cambiate da allora. Innanzitutto sono riuscita a vedere altri splendidi posti della Baviera, accompagnata da guide turistiche appassionate e competenti. Lindau e il Bodensee con i suoi splendidi paesaggi; Regensburg, una delle più belle città della Baviera, ma che dico, della Germania o potrei spingermi oltre con paragoni che varcano le frontiere…

Ho vissuto rocambolesche avventure insieme ai miei colleghi, che ormai sono entrati a pieno titolo nella mia lista di amici; ho vissuto lo scambio fra la  nostra scuola (ebbene si, la sento anche un po’ mia ormai!) e quella di Grottammare; ho imparato le danze tradizionali bavaresi, ho indossato il Dindl; ho avuto il piacere di partecipare attivamente all’organizzazione del viaggio guidato a Firenze, di conoscere i ragazzi fuori dalla scuola e di potermi relazionare direttamente con loro. Sto inoltre per salutare i ragazzi che ci lasciano dopo la maturità. Quante emozioni!

E soprattutto è cambiata la data della mia partenza, resto fino alla fine della scuola. E chissà se riuscirete a mandarmi via il prossimo anno?

Un ringraziamento speciale voglio dedicarlo alle persone che hanno reso e continuano a rendere indimenticabile questa esperienza. Grazie alla mia splendida amica nonché Betreuerin Cathrin Pfeilschifter,  ad Anne Siewert, Christina Kreis, Christoph Lehner, Eva Lorenz, Lutz Silbersack, Christian Hoffmann, Irrith Mornau, Christine Rüger, Ingmar Müller, Thomas Hofmann, Claudia Mottola, Chiara Famoso.

Grazie alle mie classi preferite: 10B, 11B/C, 11D, LK12, LK13, 9F, 9E, 8E, 8D, 10A.

Grazie anche al direttore della scuola, il Signor Bendl per la sua disponibilità e per il suo sostegno.

Valentina Ruggiero

 

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